Monnezza d’oro e indifferenziata

PENNE – La stangata con il 46% di aumento della tassa sui rifiuti si è concretizzata in questi giorni con l’invio delle bollette ai pennesi che pagano l’immondizia più di tutti nel Pescarese: 2,50 euro al metro quadrato.

 

E’ stata la prima, ed ovviamente impopolare, decisione della nuova giunta di Rocco d’Alfonso che ha motivato il forte rincaro con i tagli ai trasferimenti decisi dal governo nazionale e con la necessità di pareggiare i costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti: 1.854.043 euro. Critiche dei contribuenti e del Pdl che, attraverso il suo coordinatore cittadino Antonio Baldacchini, ha attaccato l’amministrazione comunicale e l’assessore al bilancio Valeria Di Luca. Contrarissima all’aumento anche la federazione della Sinistra. In un contesto in cui la raccolta differenziata non c’è. Avviata nel 2002, ma solo nel centro storico, è proseguita con scarsi risultati fino all’anno scorso. Poca partecipazione e costi elevati, insieme con la chiusura della Sogesa di Notaresco, hanno decretato la fine della raccolta, oggi a quota 13%, in attesa di arrivare a quel 60% in due anni che renderebbe meno salata la bolletta. Nei prossimi mesi, si dovrà rifare l’appalto per il servizio che, in proroga da un anno, è ancora gestito dalla Ecoemme di Montesilvano. Un bando su scala provinciale, si dice.

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